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E SE NON VOLESSI LAUREARMI?

Supponiamo che contrariamente alle tendenze attuali io decida di non laurearmi. Come dovrei comportarmi? Il percorso che seguirei sarebbe press’a poco il seguente. Di certo non partirei dalla decisione di non laurearmi o di laurearmi. Cercherei di analizzare le ragioni per le quali non voglio laurearmi. Il motivo è semplice: non vorrei pentirmi di quella scelta dopo qualche anno. Può sembrare cosa da poco, ma i pentimenti o i rammarichi non sono mai simpatici. Sono l’anticamera delle frustrazioni. In definitiva, vorrei avere buone ragioni per convincermi del fatto che non laurearmi è una scelta meditata e non frutto di fantasie. Per essere meditata anche la decisione di non laurearsi dovrebbe essere basata su sperimentazioni. Bisognerebbe provare su stessi che la laurea non è il nostro scopo di vita.

Ad esempio se il fatto di stare quattro o cinque ore al pianoforte o alla chitarra non solo ci gratifica, ed inoltre ci fa capire che abbiamo talento per proseguire forse non è il caso insistere per prendere una laurea.

Se per caso ho trascorso un’estate con un antiquario e mi rendo conto che l’odore delle lacche e del legno antico mi attraggono più di ogni altra cosa potrei anche decidere di non laurearmi.

Personalmente sono dell’avviso che la decisione di non laurearmi dovrebbe essere comunque sostenuta da un buon diploma liceale. Altri diplomi possono costituire comunque una base necessaria, ma un buon liceo scientifico o classico costituiscono uno zoccolo duro che più di altri giustificherebbe la decisione di non laurearmi.

In definitiva, condizione necessaria per decidere di non laurearsi è l’aver conseguito un valido diploma di maturità.

Dopodiché devo assolutamente scegliere un mestiere. Ecco perché devo dotarmi di un buon diploma. Per imparare bene qualsiasi mestiere ci vuole un minimo di base culturale. L’ignoranza non paga quasi mai. Anche la pure intelligenza ha bisogno di essere supportata da un minimo di cultura di base.

A questo punto sono pronto per passare alla scelta del mestiere. Significa scegliere di imparare a fare qualcosa molto bene, da cima a fondo. In senso compiuto. Il mestiere aiuta a fare, la base culturale aiuta ad essere. I mestieri aprono le porte al lavoro sia dipendente, sia autonomo. Non altrettanto vale per chi si laurea. I neolaureati in genere cercano un  posto di lavoro a tempo indeterminato nell’assunto recondito di saperla già  lunga. Suicidi!

Il segreto per chi non si laurea consiste nell’imparare bene il mestiere che ha scelto. Deve sperimentare in modo ossessivo, commettendo tutti gli errori del caso, il mestiere che ha scelto. Chi ha un mestiere o dice di possederlo è misurato sulla esperienza che dimostra di avere. Non deve commettere l’errore di cercare un lavoro che gli piace. Deve imparare un mestiere.

Un idraulico è affidabile quando non solo ripara un guasto, ma fornisce anche le spiegazioni del guasto e della relativa riparazione.

La scelta del mestiere da intraprendere passa attraverso l’analisi delle proprie attitudini e i corsi necessari per impararlo. Questi aspetti sono fondamentali. Sarebbe un peccato scegliere un mestiere che alla lunga non piace o frequentare un corso di una scuola che vale poco. Chi esce da corsi Cisco di solito va diritto a fare il consulente di informatica. E ci campa bene. Lo stesso vale per chi segue un corso qualificato per infermieri.

Corollario: nella vita moderna, a corredo di qualsiasi mestiere può essere utile la conoscenza della lingua inglese (comunque una lingua straniera). La conoscenza di un mestiere e della lingua inglese potrebbe raddoppiare le potenzialità di lavoro o quasi. Ad un buon cuoco con liceo scientifico e l’inglese si aprono tutte le porte. Così pure ad un informatico o a un pizzaiolo. Buon mestiere!

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251 Commenti riguardo "E SE NON VOLESSI LAUREARMI?"

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