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RIPOSIZIONAMENTO DI UNA CHIESA O PARROCCHIA) (2° POST)

Nel precedente Post ho ipotizzato l’applicazione del riposizionamento anche alle chiese. Qui ci provo a mostrare come lo si possa implementare.

Partiamo dal presupposto che una qualsiasi chiesa, parrocchia, basilica, santuario sia in declino. Il declino é attuale, evidente e dura  da qualche anno. I fedeli che frequentano la chiesa sono sempre meno, i matrimoni sono sempre più rari, l’oratorio é gestito male, gli addobbi della chiesa sono trasandati. Tutto é gestito male. Troppi ragazzi lo frequentano più per sfogare le loro smanie di sregolatezza che per aggregarsi e divertirsi serenamente con gli altri ragazzi.

L’unico ad avere qualche idea di cambiamento é il vice parroco. Ne parla con pochi genitori dei quali apprezza la affidabilità, ma senza richiedere alcun impegno. Ne accenna anche al Parroco, oltre la settantina, conservatore.

Siamo di fronte ad un evidente caso di chiesa in declino. Ecco i momenti che  proporrei di seguire.

Primo momento: il vice parroco forma un guppo di lavoro. Identifica alcni genitori giovani, esperti o attivi in qualche attività professionale: un giovane ricercatore universitario esperto in economia, un informatico, un trasportatore, alcune maestre di cui un paio di sostegno, un amministrativo. Per il momento sono otto persone.

Secondo momento: ne verifica la disponibilità e, soprattuo, le competenze. Li riunisce in oratorio ed espone il suo desiderio di cambiare modo di gestire i rapporti con i fedeli di quella parrocchia. Non lo dice esplicitamente, ma vorrebbe riposizionare la chiesa. Verifica ancora una volta le competenze e l’affidabilità dei partecipanti al gruppo di lavoro. Si rende che il ricercatore universitario in Economia é il più entusiata dell’idea di riposizionare la chiesa. Dopo aver parlato con i potenziali componenti il gruppo di lavoro ne parla al parroco. Non vuole correre rischi di essere smentito. Al parroco l’idea piace, anzi lo incoraggia. L’unico vincolo é: “non mi chiedere fondi. Non ne abbiamo. Ne possiamo chiederli”.

Terzo momento: consolida il gruppo di lavoro e avvia il formale decollo di un progetto di riposizionamento della chiesa. Tutti aderiscono pur senza sapere ancora cosa di specifico dovranno fare. Il vice parroco li rassicura chiedendo lodi aderire alla formalizzazione del suo progetto. A lui, per il momento interessa disporre di alcuni volontari affidabili e la loro adesione al progetto. Con il ricercatore in Economia comincia ad elaborare il progetto. A sua volta il ricercatore si fa aiutare da alcuni colleghi di università a mettere a punto il metodo di lavoro. In poche serate ed un paio di fine settimana il progetto prendere forma. E’ essenziale, indica gli obiettivi di fondo, operativi, e l’assegnazione delle funzioni ai vari componenti il gruppo di lavoro. Nel gruppo c’é molto entusiasmo. Si conviene di presentare ufficialmente il progetto al parroco. Il vice parroco é riconosciuto leader esclusivo del gruppo di lavoro.

Segue 3° Post.

 

 

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656 Commenti riguardo "RIPOSIZIONAMENTO DI UNA CHIESA O PARROCCHIA) (2° POST)"

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